Rischio elettrico: aggiornamenti, normative e formazione obbligatoria
Cos’è il rischio elettrico?
Il rischio elettrico rappresenta uno dei principali fattori di pericolo sul luogo di lavoro, specialmente in ambienti industriali, impiantistici, edilizi e ovunque si operi con impianti e attrezzature elettriche. La gestione efficace di tale rischio è indispensabile per garantire la sicurezza e la salute degli operatori, prevenire incidenti gravi e assicurare il rispetto delle normative vigenti.
Normative di riferimento fondamentali
Per una corretta gestione del rischio elettrico, è necessario conoscere e applicare con attenzione le seguenti normative:
1. D.Lgs. 81/08 – Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro
Il Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, rappresenta il quadro normativo fondamentale in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Esso stabilisce gli obblighi del datore di lavoro, le modalità di valutazione dei rischi e le misure di prevenzione e protezione da adottare.
- Testo ufficiale aggiornato (edizione gennaio 2025): Ministero del Lavoro – PDF ufficiale
- Approfondimenti e aggiornamenti: Certifico Srl – Edizione 2025
2. Norma CEI 11-27 – Lavori su Impianti Elettrici
La Norma CEI 11-27 fornisce le prescrizioni di sicurezza per le attività sugli impianti elettrici, definendo le figure professionali PES (Persona Esperta), PAV (Persona Avvertita) e PEI (Persona Idonea ai lavori sotto tensione). Essa si applica alle procedure di lavoro e di esercizio durante i lavori e la manutenzione.
- Testo della 5^ edizione (2021): CEI 11-27 – PDF
- Progetto della 6^ edizione (2025): CEI 11-27 – Progetto 2025
3. Norma CEI EN 50110-1 – Esercizio degli Impianti Elettrici
La Norma CEI EN 50110-1 stabilisce i requisiti per il funzionamento sicuro e l’attività lavorativa su, con o in prossimità di impianti elettrici durante tutte le procedure operative, di lavoro e di manutenzione. Essa si applica a tutti i lavori non elettrici, come i lavori di costruzione in prossimità di linee aeree o cavi sotterranei, nonché ai lavori elettrici, quando esiste il rischio di un pericolo elettrico.
- Testo della norma (2024): CEI EN 50110-1 – PDF
- Dettagli e acquisto: CEI EN 50110-1 – Certifico Srl
4. Norma CEI 64-8 – Impianti Elettrici Utilizzatori
La Norma CEI 64-8 precisa i requisiti per la progettazione e la realizzazione di un impianto elettrico utilizzatore di bassa tensione. Essa costituisce il riferimento normativo CEI per eseguire impianti elettrici a regola d’arte, come espressamente richiesto dalla Legge 186/68 e dal DM 37/08 sulla sicurezza degli impianti tecnici all’interno degli edifici.
Dettagli e aggiornamenti: CEI 64-8 – Certifico Srl
Testo della norma (edizione 2007): CEI 64-8 – PDF

Novità normative e tecniche
Negli ultimi anni il Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI) ha aggiornato la norma CEI 11-27, introducendo significative novità riguardo le procedure operative, le responsabilità dei datori di lavoro e dei lavoratori, e soprattutto gli aggiornamenti formativi periodici obbligatori. Tali aggiornamenti hanno reso necessaria una più accurata pianificazione della formazione aziendale, aumentando ulteriormente l’importanza di certificare adeguatamente la preparazione del personale che opera sugli impianti elettrici.
Formazione PES PAV PEI: un obbligo imprescindibile
Alla luce delle novità normative e delle responsabilità definite dal D.Lgs. 81/08 e dalla norma CEI 11-27, ogni azienda deve garantire una formazione approfondita del personale addetto ai lavori elettrici. La formazione PES PAV PEI diventa dunque un requisito indispensabile.
UAICERT propone un corso altamente qualificato della durata di 16 ore, progettato specificamente per soddisfare le esigenze delle imprese e dei professionisti del settore. Il corso permette ai partecipanti di:
- Acquisire una conoscenza dettagliata e aggiornata delle normative tecniche e di sicurezza vigenti.
- Imparare a valutare correttamente il rischio elettrico in ogni situazione lavorativa.
- Applicare le procedure operative di sicurezza necessarie per interventi ordinari e straordinari sugli impianti elettrici.
- Conseguire o aggiornare le qualifiche professionali PES, PAV e PEI, essenziali per operare legalmente e in sicurezza su impianti elettrici.
Informazioni e iscrizioni
Per ulteriori informazioni sul programma dettagliato del corso, modalità di iscrizione e date disponibili, visita la pagina dedicata:
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D.Lgs. 49/2014 – RAEE: Principi Fondamentali
D.Lgs. 49/2014 – RAEE: Principi Fondamentali
Il Decreto Legislativo 49/2014 recepisce la Direttiva 2012/19/UE e disciplina la gestione dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) in Italia.
🔹 Obiettivi
- Ridurre l’impatto ambientale dei RAEE
- Promuovere il riuso, il riciclo e il recupero dei materiali
🔹 Ambito di applicazione
Riguarda tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), dai grandi elettrodomestici ai dispositivi informatici, fino alle apparecchiature per la climatizzazione.
🔹 Obblighi principali
- Produttori: registrazione al Registro AEE, finanziamento del sistema di raccolta e trattamento RAEE
- Distributori: obbligo di ritiro gratuito “uno contro uno”
- Installatori / manutentori: iscrizione all’Albo Gestori Ambientali (cat. 2-bis o 3-bis) per il trasporto dei RAEE
- Consumatori: conferimento dei RAEE ai centri di raccolta o tramite il ritiro presso il punto vendita
🔹 Obiettivo di raccolta
- Minimo 65% del peso medio delle AEE immesse sul mercato nei 3 anni precedenti, oppure 85% dei RAEE generati
🔹 Sanzioni
Produttori di AEE
- Mancata organizzazione del sistema di raccolta e trattamento dei RAEE: 💰 Sanzione da 30.000 € a 100.000 €
- Mancata costituzione della garanzia finanziaria all’immissione sul mercato: 💰 Sanzione da 200 € a 1.000 € per ciascuna apparecchiatura
- Assenza di informazioni nelle istruzioni per l’uso: 💰 Sanzione da 2.000 € a 5.000 €
- Mancata messa a disposizione delle informazioni agli impianti di trattamento: 💰 Sanzione da 5.000 € a 30.000 €
- Immissione sul mercato di AEE prive del marchio di identificazione: 💰 Sanzione da 200 € a 1.000 € per ciascuna apparecchiatura
- Immissione sul mercato di AEE prive del simbolo del bidoncino barrato: 💰 Sanzione da 100 € a 500 € per ciascuna apparecchiatura
- Immissione sul mercato senza iscrizione al Registro AEE: 💰 Sanzione da 30.000 € a 100.000 €
- Comunicazione incompleta o inesatta al Registro AEE: 💰 Sanzione da 2.000 € a 20.000 €
Distributori
- Mancato ritiro gratuito dei RAEE (obbligo “uno contro uno”): 💰 Sanzione da 150 € a 400 € per ciascuna apparecchiatura non ritirata o ritirata a titolo oneroso
- Mancata iscrizione all’Albo Gestori Ambientali (categoria 3-bis): 💰 Sanzione da 2.000 € a 20.000 €
Nota: Le sanzioni possono variare in base alla gravità dell’infrazione e alla recidiva. È fondamentale per le aziende rispettare gli obblighi previsti dalla normativa per evitare sanzioni e contribuire alla corretta gestione dei RAEE.
RAEE – Gestione, Normativa e Servizi di Consulenza
Cos’è il RAEE?
RAEE è l’acronimo di Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.
Sono tutti quei dispositivi che, per funzionare, dipendono da corrente elettrica (inclusa quella prodotta da pile o batterie), e che una volta giunti a fine vita diventano rifiuti. Esempi:
- Frigoriferi, lavatrici, forni, pompe di calore
- TV, monitor, computer, stampanti
- Cellulari, tablet, piccoli elettrodomestici
- Apparecchiature per illuminazione, strumenti elettrici, ecc.
Normativa di riferimento
In Italia, la gestione dei RAEE è regolata principalmente dal:
D. Lgs. 49/2014 (Attuazione della Direttiva 2012/19/UE) Obbliga produttori, distributori e installatori al corretto smaltimento e trattamento.
Clicca qui per i dettagli sulla normativa e le SANZIONI in caso di GESTIONE NON CONFORME.

Chi deve essere iscritto all’Albo Gestori Ambientali (per RAEE)
Chiunque raccoglie, trasporta, tratta o smaltisce RAEE (anche solo per conto terzi) deve essere iscritto all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.
Nel caso specifico:
Chi fa attività professionale di trasporto conto terzi rientra in Categoria 4.
Gli installatori o distributori di AEE (es. un elettricista che sostituisce un condizionatore) devono iscriversi in Categoria 3-bis.
Chi effettua raccolta e trasporto conto proprio di RAEE deve essere iscritto in Categoria 2-bis.
Requisiti per la certificazione (in sintesi)
- Iscrizione all’Albo Gestori Ambientali nella categoria corretta.
- Formazione per gli addetti al trattamento RAEE (non obbligatoria per tutti, ma consigliata).
- Registro di carico/scarico dei rifiuti (per i soggetti obbligati).
- MUD – Modello Unico di Dichiarazione Ambientale annuale (per chi gestisce quantità significative).
- Se trasporti RAEE per conto terzi: autorizzazione al trasporto di rifiuti e veicoli adeguati.
Obblighi specifici dei distributori/installatori
Se vendi/installi AEE (apparecchiature elettriche ed elettroniche) hai l’obbligo del ritiro “uno contro uno”: se un cliente compra un frigorifero, sei obbligato a ritirare gratuitamente quello vecchio.
In particolare, gli installatori di condizionatori (e in generale di apparecchiature elettriche ed elettroniche, o AEE) hanno l’obbligo di gestire i Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) nel 2025, in base alla normativa vigente. Questo significa che sono tenuti a raccogliere, smaltire e riciclare i RAEE che vengono sostituiti durante le installazioni.
Ecco alcuni dettagli importanti:
- Obblighi per gli installatori:
gli installatori, in quanto attori del sistema RAEE, sono tenuti a:- raccogliere RAEE vecchi durante l’installazione di nuovi condizionatori.
- trasportare i RAEE raccolti a un centro di raccolta autorizzato o a un impianto di riciclo.
- assicurarsi che i RAEE vengano smaltiti correttamente, secondo le normative vigenti.
- registrare i RAEE smaltiti nel sistema di tracciabilità previsto.
- Eco-contributo RAEE:
l’installazione di nuovi condizionatori comporta un eco-contributo RAEE, che viene pagato dal consumatore finale e che viene utilizzato per finanziare il sistema di raccolta e gestione dei RAEE. L’eco-contributo per i condizionatori è pari a 3,00€ per i modelli split e pompe di calore.
Dove ci si iscrive?
L’iscrizione si fa online sul sito ufficiale dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali.
Serve lo SPID/CNS, visura camerale, dati aziendali e mezzi eventualmente utilizzati.

Chi è obbligato a gestire i RAEE correttamente?
- Installatori e manutentori
- Rivenditori (obbligo ritiro “uno contro uno”)
- Trasportatori conto proprio o conto terzi
- Centri di raccolta
- Impianti di trattamento
Quali obblighi ci sono?
- Iscrizione all’Albo Gestori Ambientali
- Registro carico/scarico dei RAEE
- Eventuale presentazione del MUD
- Formazione per attività particolari (es. trattamento RAEE pericolosi)
Categorie dell’Albo e costi
| Categoria | Attività | Esame richiesto | Costo iniziale stimato | Diritto annuale | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 2-bis | Trasporto RAEE prodotti da sé (es. installatori) | No | ~10 € | ~50 € | Durata iscrizione: 10 anni |
| 3-bis | Distributori/Installatori con ritiro “uno contro uno” | No | 0 € | 0 € | Iscrizione semplificata (comunicazione annuale) |
| 4 | Trasporto RAEE conto terzi | Sì | ~168 € | 120 – 1.800 € | Dipende dalla classe (A-F) e tonnellate annue |
| 1 | Raccolta e trasporto rifiuti urbani | Sì | >200 € | Elevato | Solo per grandi gestori o soggetti pubblici |
Servizi offerti
✅ Iscrizione all’Albo Gestori Ambientali
✅ Gestione registri e MUD
✅ Formazione e supporto normativo
✅ Consulenza personalizzata per installatori, rivenditori, artigiani
Ulteriori informazioni sulla normativa RAEE e sugli obblighi degli installatori possono essere trovate sul sito del Centro di Coordinamento RAEE (CdC RAEE)
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📌 iscrizione all’Albo Gestori Ambientali
📌 gestione dei registri e del MUD
📌 formazione e consulenza normativa personalizzata
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GAS R290: Innovazione, Normative e Importanza della Certificazione
Il GAS R290, noto anche come propano, si è imposto come una delle alternative ecologiche più valide nel mondo del condizionamento dell’aria e della refrigerazione industriale. Grazie al suo basso impatto ambientale, il R290 è una scelta sostenibile che rispetta le normative europee per la riduzione dei gas fluorurati (F-Gas), ma, come ogni innovazione, richiede una gestione consapevole e rispettosa delle norme.
Caratteristiche e Vantaggi del GAS R290
Il propano è un idrocarburo naturale con un potenziale di riscaldamento globale (GWP) quasi nullo, a differenza dei refrigeranti tradizionali. Offre un’efficienza energetica elevata, con costi operativi ridotti, il che lo rende una scelta vantaggiosa anche in termini economici. Tuttavia, data la sua natura infiammabile, l’utilizzo del GAS R290 richiede una formazione specifica e una conoscenza approfondita delle normative di sicurezza.
La Normativa Attuale e le Nuove Regole in Arrivo
L’utilizzo del GAS R290 è regolamentato da diverse normative europee. Tra queste, il Regolamento (UE) n. 517/2014 sui gas fluorurati a effetto serra (Regolamento F-Gas), che mira a ridurre progressivamente l’uso dei gas fluorurati e a favorire la transizione verso alternative a basso GWP, come il R290. È prevista una graduale eliminazione dei refrigeranti con elevato potenziale di riscaldamento globale, con limiti specifici sulle quantità immesse sul mercato.
Inoltre, il Regolamento (UE) 2015/2067 definisce i requisiti di certificazione per gli operatori e il personale che manipolano refrigeranti come il R290. Anche se questo non rientra nei gas fluorurati, le certificazioni sono necessarie per garantire la gestione in sicurezza di refrigeranti infiammabili, con l’obiettivo di ridurre il rischio di incidenti.
Infine, la Normativa EN 378 (sui sistemi di refrigerazione e pompe di calore) offre linee guida per il progetto, la costruzione e la manutenzione di sistemi di refrigerazione, fornendo raccomandazioni di sicurezza anche per i refrigeranti naturali come il R290.
Perché Mettersi a Norma: I Rischi di una Gestione Impropria
Non adeguarsi a queste normative sul GAS R290 espone i professionisti a sanzioni legali e a rischi operativi, come incidenti legati all’infiammabilità. La mancanza di competenze specifiche può compromettere la sicurezza dei clienti e influire negativamente sull’affidabilità del servizio. Essere certificati significa offrire garanzie di qualità e sicurezza, sia a livello tecnico sia a livello ambientale.
UAICERT: Il Tuo Partner per la Certificazione R290
Noi di UAICERT offriamo un corso di formazione progettato per fornire tutte le conoscenze necessarie sull’uso sicuro e responsabile del GAS R290. Con il nostro percorso formativo, i professionisti possono ottenere la certificazione di competenza, restando aggiornati sulle normative e garantendo al contempo un servizio d’eccellenza. La certificazione non è solo un requisito di legge, ma anche un passo fondamentale per garantire installazioni sicure e performanti, proteggendo al contempo l’ambiente e i clienti finali.
Corso PRIMO SOCCORSO: tutto quello che c’è da sapere
Il corso primo soccorso aziendale, come esplicitato dal D.Lgs 81/08, art. 37, comma 9 e art. 45, comma 2 e dal Decreto Ministeriale 388/03, art. 3, ha lo scopo di fornire al lavoratore designato le conoscenze necessarie per la gestione di un’emergenza in azienda di carattere sanitario.
Il corso di primo soccorso permette quindi di acquisire le adeguate capacità al fine di avvisare correttamente e tempestivamente i soccorsi ed assistere l’interessato fino all’arrivo dei soccorritori.
La formazione degli addetti al primo soccorso si suddivide in tre parti, due teoriche e una pratica, e la durata di ciascuna di esse varia dal tipo di classificazione dell’azienda.

Gli argomenti trattati sono definiti dal D.M. 388/03 allegato 6 e si sviluppano in tre moduli:
MODULO A
durata di 6 ore per le aziende classificate come gruppo A e di 4 ore per le aziende appartenenti al gruppo B-C
- Sistema di comunicazione con il sistema di soccorso;
- Riconoscimento di un’emergenza sanitaria;
- Attuazione di interventi di primo soccorso.
MODULO B
durata di 4 ore per tutte le classificazioni
- Acquisizione di conoscenze generali sui traumi in ambiente di lavoro;
- Acquisizione di conoscenze generali sulle patologie specifiche in ambiente di lavoro.
MODULO C
durata di 6 ore per le aziende classificate come gruppo A e di 4 ore per le aziende appartenenti al gruppo B-C
- Acquisizione di capacità di intervento pratico
L’attestato di primo soccorso ha valenza triennale e alla scadenza deve essere previsto l’aggiornamento. Il rinnovo della formazione prevede principalmente nozioni pratiche.
La normativa inoltre definisce le varie competenze che l’addetto al primo soccorso dovrà acquisire:
- Principali tecniche di comunicazione con il sistema di emergenza del S.S.N.
- Principali tecniche di primo soccorso nelle sindromi cerebrali acute
- Principali tecniche di primo soccorso nella sindrome respiratoria acuta
- Principali tecniche di rianimazione cardiopolmonare
- Principali tecniche di tamponamento emorragico
- Principali tecniche di sollevamento, spontaneo e trasporto del traumatizzato
- Principali tecniche di primo soccorso in caso di esposizione accidentale ad agenti chimici e biologici
UAI Cert, avvalendosi di un team di medici qualificati, organizza periodicamente corsi interaziendali o su misura per il cliente per la formazione o l’aggiornamento degli addetti al primo soccorso.
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CORSO ADDETTO ANTINCENDIO: Quale livello scegliere? Scopri quale corso frequentare tra livello 1, 2 o 3 in base alla tipologia della tua azienda!
Nei luoghi di lavoro devono essere adottate idonee misure per prevenire gli incendi e per tutelare l’incolumità dei lavoratori (ai sensi dell’art. 46, comma 2, del D.Lgs. 81/08)
Per questo motivo, il datore di lavoro e i dirigenti, hanno l’obbligo di designare preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e di gestione dell’emergenza.
Dal mese di settembre 2021 è stata modificata la denominazione dei corsi di formazione degli addetti antincendio, che attualmente sono i seguenti:
- Corso di formazione antincendio per addetti antincendio in attività di livello 1 – ex rischio basso (4 ore)
- Corso di formazione antincendio per addetti antincendio in attività di livello 2 – ex rischio medio (8 ore)
- Corso di formazione antincendio per addetti antincendio in attività di livello 3 – ex rischio alto (16 ore)

Adesso andremo a vedere quale livello scegliere tra 1,2 e 3 in base alla tipologia di azienda interessata.
Livello 3 – ex rischio alto
Se l’attività è una di quelle elencate di seguito il dipendente dovrà partecipare al corso per addetto antincendio livello 3:
1. stabilimenti di “soglia inferiore” e di “soglia superiore” come definiti all’articolo 3, comma 1, lettere b) e c) del decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105;
2. fabbriche e depositi di esplosivi;
3. centrali termoelettriche;
4. impianti di estrazione di oli minerali e gas combustibili;
5. impianti e laboratori nucleari;
6. depositi al chiuso di materiali combustibili aventi superficie superiore a 20.000 m2;
7. attività commerciali ed espositive con superficie aperta al pubblico superiore a 10.000 m2;
8. aerostazioni, stazioni ferroviarie, stazioni marittime con superficie coperta accessibile al pubblico superiore a 5.000 m2 e metropolitane in tutto o in parte sotterranee;
9. interporti con superficie superiore a 20.000 m2;
10. alberghi con oltre 200 posti letto;
11. strutture sanitarie che erogano prestazioni in regime di ricovero ospedaliero o residenziale a ciclo continuativo o diurno e case di riposo per anziani;
12. scuole di ogni ordine e grado con oltre 1.000 persone presenti;
13. uffici con oltre 1.000 persone presenti;
14. cantieri temporanei o mobili in sotterraneo per la costruzione, manutenzione e riparazione di gallerie, caverne, pozzi ed opere simili di lunghezza superiore a 50 metri;
15. cantieri temporanei o mobili dove si impiegano esplosivi;
16. stabilimenti ed impianti che effettuano stoccaggio di rifiuti, ai sensi dell’articolo 183, comma 1, lettera aa) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, nonché operazioni di trattamento di rifiuti, ai sensi dell’articolo 183, comma 1, lettera s) del medesimo decreto legislativo; sono esclusi i rifiuti inerti come definiti dall’articolo 2, comma 1, lettera e) del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36.
Livello 2 – ex rischio medio
Per quanto riguarda il livello 2, ricadono in questo gruppo le seguenti attività:
1. i luoghi di lavoro compresi nell’allegato I al decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151, con esclusione delle attività di livello 3;
2. i cantieri temporanei e mobili ove si detengono ed impiegano sostanze infiammabili e si fa uso di fiamme libere, esclusi quelli interamente all’aperto.
Livello 1 – ex rischio basso
Per quanto riguarda il livello 1, infine, rientrano in tale categoria di attività quelle non presenti nei precedenti due elenchi (livello 3 e livello 2) e dove, in generale, le sostanze presenti e le condizioni di esercizio offrono scarsa possibilità di sviluppo di focolai e ove non sussistono probabilità di propagazione delle fiamme.
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CERTIFICAZIONI PROFESSIONALI: la scelta vincente per distinguersi nel lavoro
Nel mercato del lavoro è sempre più importante decidere di ottenere una certificazione professionale per certificare un determinato standard di servizio e competenza. Il percorso di certificazione delle competenze professionali offre un’opportunità per emergere e dimostrare la professionalità acquisita con l’esperienza e presentarsi sul mercato come professionista certificato.
La certificazione delle competenze professionali rappresenta una garanzia per l’utente finale di ricevere un servizio qualificato. Allo stesso tempo rappresenta un valore aggiunto per il professionista che vede riconosciuta ufficialmente la propria qualifica.
Ma non solo, è ormai una prassi consolidata che se un’azienda sta assumendo un esperto di sicurezza, o di energia, le qualifiche e le certificazioni in possesso del candidato rappresentano un elemento di valutazione decisivo.
Da molti anni ormai le conoscenze acquisite con i tradizionali sistemi di apprendimento (apprendimento formale nelle scuole professionali e nelle Università), non sono più sufficienti per competere nel mondo del lavoro. Le certificazioni professionali sono in continuo aggiornamento e si plasmano secondo le esigenze del mercato del lavoro, diventando quindi la principale prova del livello di conoscenza professionale raggiunto durante la propria carriera.
Enti di formazioni come UAIcert si occupano ormai da tempo di offrire strumenti per la valorizzazione e il riconoscimento delle certificazioni professionali all’interno del mondo del lavoro.
Rivolgendosi a un Ente di Certificazione come UAIcert si può intraprendere un percorso di valutazione delle competenze secondo modalità definite. Superato l’esame UAIcert rilascia un certificato, detto anche informalmente “patentino”.
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CERTIFICAZIONE F-GAS: Cos’è, come ottenerla e a chi si rivolge
La certificazione F-GAS è un documento per chi opera nel settore della climatizzazione che certifica il personale e le imprese che gestiscono i gas fluorurati. Ciò serve a garantire una più alta qualità del lavoro di tutte le aziende che operano nel settore della termoidraulica, ad ottenere una maggiore soddisfazione da parte del cliente ed una garanzia della professionalità dell’installatore.
La certificazione è obbligatoria per gli operatori che svolgono attività di installazione, riparazione, manutenzione, assistenza o smantellamento, recupero gas, ricerca di perdite nei seguenti tipi di impianti contenenti F-GAS e nello specifico:
– apparecchiature fisse di refrigerazione e condizionamento d’aria, le pompe di calore fisse e le celle frigorifero di autocarri e rimorchi frigorifero;
– impianti fissi di protezione antincendio ed estintori;
– installazione, assistenza, manutenzione, riparazione o disattivazione di commutatori elettrici;
– recupero di solventi a base di gas fluorurati dalle apparecchiature contenenti solventi.
L’obiettivo principale della normativa è quello di proteggere l’ambiente mediante la riduzione delle emissioni di gas fluorurati a effetto serra.
Alcune attività individuate per ottenere questo risultato sono:
– l’applicazione di sistemi di rilevamento delle perdite sulle varie apparecchiature;
– la tenuta dei registri, per ogni apparecchiatura;
– L’etichettatura dei prodotti e le apparecchiature che contengono, o il cui funzionamento dipende dai gas fluorurati a effetto serra.
La certificazione F-GAS ha una validità di 10 anni e alla fine di questo periodo vanno rinnovati attraverso l’ente che li ha rilasciati.
Per ottenere la certificazione F-GAS bisogna essere maggiorenni ed in grado di svolgere le attività connesse a questo tipo di professione e avere conoscenze sul funzionamento del ciclo frigorifero, sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro con particolare riferimento agli impianti elettrici e alla manutenzione della strumentazione.
UAIcert ha ottenuto l’accreditamento da parte di Dekra per l’organizzazione e lo svolgimento dei corsi F-GAS in tutto il territorio della regione Sardegna.
Contattaci per aderire al prossimo corso, le adesioni sono aperte in tutta le regione Sardegna. Le sedi e le date dei corsi e del relativo esame verranno definite in base alle richieste pervenute, nell’ottica di accontentare il maggior numero di corsisti.